Poeti e Sognatori

...Sembra uno spazio fuori dal mondo, ma non č cosė.
Non esistono innocenti: tutti abbiamo passato un raffreddore a qualcuno.

Marcello Marchesi
Immagine
 Inverno. Grazie a Jeannine Renaux: la foto è sua.... di Alessandra Mazzucco

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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Alessandra Mazzucco (del 21/10/2008 @ 15:58:21, in Parole lontane, linkato 2797 volte)

Mang Ke è un poeta contemporaneo che negli anni '70 intraprese una vera e propria rivoluzione letteraria contro i canoni classici della poesia cinese. Con la collaborazione di alcuni colleghi fondò una rivista, "Jintian", che fu pubblicata per circa due anni e contribuì a divulgare nuove forme di componimento, libere da ogni conformismo. Quando il regime costrinse i poeti a chiudere la rivista, Mang Ke entrò come operaio in una fabbrica e continuò a diffondere le sue opere clandestinamente. In seguito alla  terribile repressione della protesta di Piazza Tiananmen, il poeta fu incarcerato per un breve periodo e nel 1994 diede alla stampa il romanzo "I giorni della bufera", prontamente censurato e inviato al macero. Soltanto dal 2001 fu possibile per Mang Ke pubblicare ufficialmente le proprie opere in Cina.
 
"Ritorno" è una sequenza di immagini nel caldo e nei colori, è l'attimo che scatena una fantasia travolgente... per poi trasformarsi nell'oscura delusione delle parole non dette, degli atti non compiuti.
  
Si scende
è colorato di verde
e di tutte le tinte
affollato in un giorno estivo soffocante
apparso nelle strade della città con fragore
a una fermata improvvisa
l'autobus festivo
è tramonto
mi basta un'occhiata per accorgermi di lei
occupiamo due posti non lontani
con le spalle rivolte a una notte indecifrabile
mi aspettava con inquietudine
in quel momento ho sentito su di me i suoi occhi
i suoi occhi grandi
ansiosi di staccarsi dalle orbite e volare verso me
e subito ho pensato allo scontro di due corpi
a una velocità fantastica
come sentire la rivoluzione delle stelle
una forza così grande
che si sprigioni fracassando le ossa
ma non è accaduto nulla di simile
nessuno di noi due sa come
siamo diventati pietra.
 
Mang Ke
 

 
Di Alessandra Mazzucco (del 03/04/2008 @ 21:46:03, in Parole lontane, linkato 30782 volte)

 

 

 

 

Dal Nicaragua i versi gioiosi, ottimisti e carichi di vitalità di Rubén Darío. Pubblicati nel 1896, da leggere e rileggere, in qualsiasi anno.Ognuno di noi, nella sua singolarità, possiede tante sfaccettature e tante risorse. Darío ha le parole per manifestare questi potenziali e per esortare il lettore a vivere con gioia, rinnovandosi di continuo, seguendo l'ispirazione della natura, senza perdersi nei meandri dell'oscurità e dell'inganno.  
    
Ama il tuo ritmo e ritma le tue azioni
alla sua norma, insieme coi tuoi versi;
tu formi un universo di universi,
il tuo cuore è una polla di canzoni.
 
La celeste unità che presupponi
farà sbocciare in te mondi diversi:
nel cantare i tuoi numeri dispersi,
pitagorizza in tue costellazioni.
 
E ascolta la retorica divina
dell'uccello, dell'aria, e la notturna
radiazione geometrica indovina;
 
spegni l'indifferenza taciturna,
infila perla a perla cristallina
dove il vero riversa la sua urna.
 
Ama tu ritmo y ritma tus acciones
Bajo su ley, así como tu versos;
Eres un universo de universos
Y tu alma una fuente de canciones.
 
La celeste unidad que presupones
Hará brotar en ti mundos diversos,
Y al resonar tus números dispersos
Pitagoriza en tus constelaciones.
 
Escucha la retórica divina
Del pájaro del aire y la nocturna
Irradiación geométrica adivina;
 
Mata la indiferencia taciturna
Y engarza perla y perla cristalina
En donde la verdad vuelca su urna.
 
Rubén Darío
 
Dipinto: "Blossoming almond tree" Van Gogh

 
Di Alessandra Mazzucco (del 06/03/2008 @ 17:51:34, in Parole lontane, linkato 3271 volte)

Il canto degli Indiani d'America non si è spento, la sua musica cadenzata non ha mai smesso di suonare... e a volte giunge fino a noi. 

Nel 1968, mentre in Italia scoppiava la rivolta studentesca, dall'altra parte del mondo nasceva il Movimento degli Indiani d'America, organizzazione nata per offrire sostegno sociale e legale ai discendenti delle antiche tribù. Leonard Peltier fu uno dei fondatori del Movimento, che quando riuscì a stabilire un'alleanza tra i tradizionalisti e gli innovatori, divenne uno degli strumenti di lotta e di rinascita spirituale tra i più vigorosi del popolo indiano. Forse troppo vigoroso... Accadde infatti che mentre indagava su una misteriosa serie di delitti avvenuti tra gli indiani della riserva di Pine Ridge, nel South Dakota, Peltier fu ingiustamente accusato di omicidio e condannato all'ergastolo. Era il 1976. Da quell'anno, governi e associazioni di tutto il mondo chiedono la revisione del processo, che però non è ancora avvenuta.
 
"La voce indiana"  è la voce di un'intera stirpe, un grido che si alza con dolore contro l'indifferenza e l'ingiustizia.  
 
Io sono la Voce indiana.
Voglio che mi sentano in tutti i nostri territori.
Da duecento anni sono prigioniero di guerra
nella mia terra.
 
Sono prigioniero dell'odio e dell'avidità,
della menzogna e del pregiudizio,
dell'indifferenza e dell'ignoranza,
dell'ingiustizia
degli uomini che schiacciarono
con la forza del loro numero me e il mio Popolo,
da quando scesero sulle mie spiagge
e invasero la mia terra nativa.
 
Imposero a me
la loro società, la loro religione, le loro leggi,
ed è per questo che la mia gente
ora è ridotta a meno di quanto era,
quando con false promesse vennero
per la prima volta sulle nostre spiagge.
 
Io sono la Voce Indiana collettiva
e grido forte dalle milioni di tombe
di spiriti senza pace
e milioni sono le grida che si alzano
e chiedono:
Dov'è il mio futuro?
A chi appartiene?
Appartiene al mio popolo?
Ci sarà felicità sulla terra
che per diritto è mia?
 
Leonard Peltier
 
Dipinto di Leonard Peltier
in ricordo del massacro di Wounded Knee avvenuto nel 1890

 
Di Alessandra Mazzucco (del 20/02/2008 @ 22:40:49, in Parole lontane, linkato 3124 volte)

Quante volte si sente parlare di Africa, della sua fame, di battaglie e di razzismo... Si organizzano conferenze, spedizioni, concerti stratosferici, ma gli africani restano laggiù: un'entità troppo lontana dal nostro mondo, una vita che si riesce a immaginare a stento, tempestata da dolori e da sollievi che noi non abbiamo conosciuto. Forse per questo motivo fa un certo effetto imbattersi nelle parole di chi ha visto scorrere eventi tanto drammatici, parole sussurrate... più spesso gridate, trasformate in poesia.
La casa editrice Edizioni dell'Arco ha intuito la necessità di alimentare queste voci, di farle giungere alle nostre case e ha pubblicato una raccolta intitolata "Poeti Africani Anti-Apartheid". Si tratta di autori in gran parte sconosciuti, provenienti da diversi paesi africani che hanno in comune la sofferenza, la speranza, ma soprattutto, una forte valenza artistica: la poesia supera ogni colore, ogni confine.    

 
  
 
Namibia
 
E' là in quel paese che ho atteso il momento della rivolta.
Il momento di tutto e di niente,
solitaria, guardo l'Africa
Dio! Sdraiarmi per strada
All'ingresso della Vita.
Questa vita che non ho chiesto.
Nascosto sotto le coltri dell'angoscia
Giace il mio Amore, annegato nel sudiciume.
Certo, lo sapevo,
Seduta sul marciapiede,
Guardo ancora quest'Africa.
Non aver paura, mi dice la voce,
Il mio cuore è grande come il mare.
E per questo
Io ti saluto; Namibia guarda
Il volo ritmato della mia mano.
Giro per le tue strade nere e bianche,
Sento che le tue radici manifestano vigore e debolezza;
Nel mio corpo, nella mia testa, nel mio sangue,
E tutto in me lo afferma.
Non so da dove vengo,
Ma so che arrivo.

 
Perpetue Kassy
 
Trad. M.Luzi Foto: M.Santi

 
Di Alessandra Mazzucco (del 18/02/2008 @ 13:27:35, in Parole lontane, linkato 4617 volte)

"Dall'Angola all'Italia con amore" potrebbe essere lo slogan di Alvaro Santo, giovane poeta africano di sensibile talento che giunto nel nostro paese, ha incuriosito pubblico e critica aggiudicandosi il primo posto nell'edizione 2000 del Premio Internazionale di Poesia "Sulle orme di Ada Negri".   
Questa lirica è tratta dalla raccolta poetica Oceano de Amor, pubblicata, insieme ad altre opere, dalla casa editrice Edizioni dell'Arco. E non potrebbe esserci titolo più indovinato perchè proprio di un oceano si tratta: l'amore celebrato in ogni forma, ripetuto in un ritmo incalzante come un'onda e la sua risacca, fino a trasformare le parole in musica da cantare in un sussurro alla donna amata.
 
 Il sole dei tuoi occhi
 
Abbraccio
il sole dei tuoi occhi
assaporo il miele dei tuoi sorrisi
e vivo questo grande amore
 
Accarezzo
la luna dei tuoi sogni
le stelle dei tuoi respiri
e vivo questo grande amore
 
Vivi in me
come rosa dorata
nei giardini del mio cuore
 
Ho navigato nei tuoi sorrisi
ho viaggiato lungo il tuo corpo
e ho trovato in te
il mio porto di amore
 
Sei la stella del mio dolce mattino
sei l'onda dei miei desideri
il fuoco delle mie passioni
l'oceano d'amore
di questo mio cuore vuoto.
 
Alvaro Santo
 
Immagine di Massimo Bersani
    

 
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