Poeti e Sognatori

...Sembra uno spazio fuori dal mondo, ma non è così.
Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina, un suggello di conferma.

Cesare Pavese
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 Campiello dei miracoli... di Alessandra Mazzucco

Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Alessandra Mazzucco (del 20/02/2010 @ 17:14:51, in Seducenti evasioni, linkato 78 volte)

E' successo. Succede talvolta di raggiungere quel paese immaginario da cui non si ritorna mai uguali a prima.
Consolata, e tormentata dai ricordi, la vita sembra scorrere troppo lentamente per quanto è tesa nella speranza di partire di nuovo...
Solo un poeta poteva trovare le parole per descrivere quel viaggio.
Ecco Baudelaire:


Bimba mia, mia sorella
pensa alla dolcezza
d'andare a vivere insieme laggiù!
Amare a bell'agio,
amare e morire
nel paese che ti somiglia
I soli umidi
di quei cieli torbidi
hanno per il mio spirito gli incanti
sì misteriosi
dei tuoi occhi infidi
che brillano attraverso le lacrime
Tutto, laggiù, è ordine e beltà
lusso, calma e voluttà.

Mobili rilucenti, levigati dagli anni,
ornerebbero la nostra stanza;
i più rari fiori,
che uniscono i loro odori
ai vaghi profumi dell'ambra,
i ricchi soffitti,
gli specchi profondi,
lo splendore orientale,
tutto parlerebbe,
segretamente all'anima
la sua dolce lingua nativa
Tutto, laggiù, è ordine e beltà
lusso, calma e voluttà.


Guarda su quei canali
dormir quei bastimenti
dall'estro vagabondo:
solo per saziare
ogni tuo desiderio
vengono dai confini del mondo.
I soli occidui vestono i campi,
i canali, l'intera città,
di giacinto e d'oro;
s'addormenta il mondo
in una calma luminosità.
Tutto, laggiù, è ordine e beltà
lusso, calma e voluttà.

Dipinto di Tilly Strauss 

 

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Di Alessandra Mazzucco (del 18/12/2009 @ 23:07:45, in Sogni sul pentagramma, linkato 152 volte)

24 dicembre 1818: ad Oberndorf, località nelle vicinanze di Salisburgo, il pastore della chiesa di St. Nicholas si incammina verso l'abitazione di Franz Gruber un insegnante di musica. Si chiama Joseph Mohr, ha con sè i versi gioiosi di una poesia che ha scritto pochi anni prima per celebrare la nascita di Gesù e desidera che venga composto un accompagnamento per chitarra in modo da poter presentare un canto nuovo durante la messa di mezzanotte. 
Qualcuno racconta che l'organo della chiesa fosse stato rovinato dai topi e da qui nascesse l'esigenza di una melodia suonata da uno strumento diverso; altri affermano che Mohr amasse così tanto il suono della chitarra da preferirlo agli altri per la sua composizione... in realtà non si conoscono le motivazioni di questa scelta, ma si sa per certo che quella sera, durante la messa di mezzanotte, Joseph Mohr e Franz Gruber intonando per la prima volta  "Stille Nacht! Heilige Nacht! " crearono un'atmosfera così calda e coinvolgente da incantare tutti i presenti.  
Un costruttore d'organo, Karl Mauracher, dopo aver riparato lo strumento della chiesa di St. Nicholas, ottenne una copia dello spartito, così il canto natalizio cominciò il suo viaggio in tutto il mondo.         
Quando la melodia di "Stille Nacht" divenne celebre, si pensò che fosse stata composta da Haydn, Mozart o Beethoven, così, sebbene Franz Gruber avesse più volte dichiarato di esserne l'autore, morì senza alcun riconoscimento. Soltanto pochi anni fa fu trovato un manoscritto di Mohr in cui risultava che il nome dell'autore della musica era effettivamente Gruber.  
Joseph Mohr, rimase un modesto curato e utilizzò tutti i suoi guadagni per l'educazione e l'istruzione dei bambini della zona in cui era stato assegnato come pastore. 
E la chiesa di St. Nicholas?
Fu demolita nei primi anni del '900 a causa delle inondazioni che l'avevano resa pericolante, ma dal 1937, anno della sua ricostruzione, continua ad essere meta di pellegrinaggi in tutti i periodi dell'anno e, naturalmente, soprattutto a Natale. Un peccato non poterla visitare, ma sul sito dedicato a "Stille Nacht" è possibile vedere attraverso una web-cam l'ingresso della cappella.    
Ora "Stille Nacht", nata dall'ispirazione di due uomini semplici, è cantata in più di 120 lingue diverse: ha attraversato ogni confine, ogni barriera e sulle sue note... arriva Natale.       
 
Stille Nacht! Heil'ge Nacht!
Alles schläft, Einsam wacht
Nur das traute heilige Paar.
Holder Knab' im lockigten Haar;
Schlafe in himmlischer Ruh!
Schlafe in himmlischer Ruh!

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Di Alessandra Mazzucco (del 01/07/2009 @ 22:14:01, in Sognatori tra i pennelli, linkato 262 volte)

"Mi sto torturando la mente per spremerne fuori una formula che esprima in modo adeguato la particolarità di Eugène Delacroix." Scrisse Baudelaire, grande estimatore e amico dell'artista...
"...egli esprime soprattutto ciò che è più segreto del cervello, l'aspetto stupefacente delle cose, tanto la sua opera ritiene, senza alterarli, l'impronta e l'umore della sua concezione. E' l'infinito nel finito. Sì, è il sogno! "
Eugène Delacroix nasce nel 1798 in una famiglia colta e agiata, che gli permette di seguire le naturali inclinazioni verso la letteratura e l'arte: dimostra di possedere un talento innato, ancora ragazzo vince premi per il disegno e lo studio. In seguito alla morte dei genitori decide di dedicarsi completamente alla pittura: riceve lezioni tradizionali, trascorre molti pomeriggi al Louvre, esercitandosi nelle copie delle grandi opere, ma soprattutto frequenta Théodore Géricault, precursore di quel nuovo movimento artistico di cui Delacroix diventerà il maggior esponente: il romanticismo. All'età di 24 anni incuriosisce il pubblico presentando "La barca di Dante", opera densa di drammaticità e di ricchezza cromatica, ma è il successivo "Il massacro di Scio" ad eccendere interesse ed entusiasmo anche tra i critici. I veri protagonisti delle scene di Delacroix sono le immagini della fantasia e i turbamenti dell'animo, resi violenti e incalzanti dall'uso del colore in contrasti netti e vivaci tanto da scuotere l'osservatore, da emozionarlo: grande innovazione rispetto al freddo mondo della realtà classica dipinta fino a quel momento. Nonostante la notevole mole di produzione artistica, che gli serve anche per guadagnare e vivere, la sua personalità vivace e poliedrica lo porta a frequentare con molto successo i più esclusivi salotti francesi, gli vengono commissionate diverse opere dal governo e viene invitato a partecipare ad una visita di Stato in Marocco. Il viaggio sarà per l'artista una straordinaria fonte di ispirazione: le suggestioni che lo colpiscono osservando la semplicità contemplativa degli uomini che sembrano indifferenti allo scorrere del tempo e la sensualità delle bellissime odalische di un harem, verranno trasferite nei suoi quadri con giochi di colore tanto abili da evocarne l'intimità, il sogno. Tornato in Francia, raggiunge il massimo traguardo della carriera dipingendo vasti affreschi nei più importanti edifici della capitale, dpingerà fino alla morte, nel 1863, lasciando dietro di sè numerose opere incompiute e l'appassionata forma d'arte che influenzerà i giovani pittori di tutto il XIX secolo.

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Di Alessandra Mazzucco (del 03/06/2009 @ 20:33:21, in Tra lacrime e sorrisi, linkato 201 volte)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si sono accordati i tigli questa notte, per aprire i loro fiori tutti insieme e regalare alla città l'illusione di un giardino.
E così, brevi soffi profumati hanno sorpreso i respiri del mattino. Nell'impazienza del rosso di un semaforo, nel passo un po' affannato verso il tram, nella corsa dei bambini per le scale della scuola...
Come un ancestrale sottofondo, incurante del cemento.
 

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Di Alessandra Mazzucco (del 10/05/2009 @ 14:22:25, in Tra lacrime e sorrisi, linkato 471 volte)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Lenta e rosata sale su dal mare
      la sera di Liguria, perdizione
      di cuori amanti e di cose lontane.
      Indugiano le coppie nei giardini, 
      s'accendon le finestre ad una ad una
      come tanti teatri.
      Sepolto nella bruma il mare odora.
      Le chiese sulla riva paion navi
      che stanno per salpare.
 
Vincenzo Cardarelli
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