Poeti e Sognatori

...Sembra uno spazio fuori dal mondo, ma non č cosė.
"Non voglio finire in mano a dei pazzi" osservò Alice. "Beh, non puoi farci niente", disse lo Stregatto. "siamo tutti pazzi qui".

Lewis Carrol
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 "Un arcobaleno che dura un quarto d'ora non lo si guarda più" Goethe... di Alessandra Mazzucco

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Il sogno olimpico di Torino
Di Alessandra Mazzucco (del 01/01/2008 @ 23:12:37, in Gli Indelebili, linkato 2247 volte)

"Passions lives here" e guardavamo scettici gli stendardi rossi che ce lo ricordavano, mormorando appena un unico pensiero: "Speriamo vada tutto bene..." Poi è successo: -3, -2... e la passione, contagiosa come una risata, è scoppiata.  
I cantieri aperti da mesi sono spariti, alcuni nel giro di una notte, e sulle strade si sono improvvisamente materializzati Neve e Gliz.  Il passaggio di una lingua di fuoco venuta da lontano ha elettrizzato sciami di bambini e arrossato di imbarazzanti lacrime gli occhi degli adulti intorno a loro.  
Quando la lingua di fuoco, in un crescendo di meraviglia e batticuore, è diventata un braciere svettante contro il cielo, beh, forse è stato allora che abbiamo capito "la passione" e che ci eravamo dentro fino al collo. 
E' spuntata una bandiera alla finestra. Poi un' altra, un' altra ancora... e quante finestre tricolori! 
Piazza S.Carlo si è ricordata di essere bellissima: ha indossato un grande schermo e ha cancellato i suoi parcheggi per dare spazio alla gente. Gente di ogni colore, ogni lingua, ogni bandiera, ma con un'unica forte voce: quella dell'esultanza per i vincitori, e quella del "NOOOOOOO" urlato all'unisono di fronte all'immagine di un uomo azzurro rotolato sulla neve.  
"Ci prendiamo un Mameli?" ha chiesto un cronista euforico alla fine di una gara e il cuore di Torino, piazza Castello e delle medaglie, ha cantato l'Inno tante volte: Fratelli d'Italia per davvero.
I sorrisi dei volontari in giacca blu, sparsi in ogni angolo, sono diventati famosi tanto quanto Torino, che non è in provincia di Milano, e i suoi gianduiotti. 
I torinesi sono stati sempre in giro, persino di notte! E non soltanto dai venti ai trenta: notti bianche che "nemmeno San Giovanni e Capodanno insieme!"
In coda per i biglietti, per casa Canada, per il simulatore di bob, per la Mole, per il caffè e la pipì, ma con occhi nuovi, curiosi e divertiti, a scrutare quelli stranieri e abbozzare timide frasi: "Do you like Torino?" Perchè era quello "Yeah! It's great!" a starci a cuore. 
Curling? Ma che è? E tutti pazzi per il curling! E per i pins attaccati su ogni giacca: "Would you like to change your pin?". E per la raclette di casa Svizzera! 
Ci siamo scordarti l'aviaria mangiando pollo arrosto offerto nelle piazze e per un po' non abbiamo più sentito neanche se la faccia di Berlusconi si è vista in tv più di quella di Prodi, perchè noi la tv ce l'avevamo accesa su un unico canale a tutte le ore, casomai ci fossimo persi qualche gara, ad incrociare le dita, incitare e trattenere il fiato negli ultimi secondi (chissà se le ragazze dello short track sanno quanto abbiamo sudato dalle nostre poltrone e che le abbiamo abbracciate forte a quella centesima medaglia...!)  
L'imponente regia atmosferica dev'essersi accordata con Castellani: Torino sotto il sole, poi il vento e la neve! Anche pioggia, ma non per l'ultima notte bianca, e ancora sole.
Sole per l'ultima giornata, per l'ultima strepitosa e inaspettata medaglia (d'oro!), per l'ultimo "Ciao Torino".  
Adesso il cielo è buio e non c'è più quella grande fiamma a illuminarlo, ma la sua luce ci ha toccati. Ora mormoriamo appena un pensiero nuovo: "Speriamo che continui".

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