Poeti e Sognatori

...Sembra uno spazio fuori dal mondo, ma non č cosė.
Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina, un suggello di conferma.

Cesare Pavese
Immagine
 Inverno. Grazie a Jeannine Renaux: la foto è sua.... di Alessandra Mazzucco

Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Alessandra Mazzucco (del 05/04/2008 @ 18:08:22, in Poeti bambini, linkato 1279 volte)

L'amicizia è uno dei temi centrali nella vita dei bambini. Peccato che quel che si impara da piccoli, non sempre venga ricordato quando si è grandi... Tra i bimbi le amicizie nascono "a pelle", in pochi istanti, ma diventano subito fortissime e un litigio si può trasformare in autentica tragedia anche se, normalmente, si esaurisce nel giro di qualche ora.  
Questa poesia è una carrellata di qualità, tutte rigorosamente in rima, che non appaiono per nulla scontate: a volte la simpatia non è accompagnata dall'educazione, o chi si dimostra comprensivo può essere noioso... non è facile trovare un buon amico, ma non è neanche facile esserlo. I piccoli autori l'hanno capito e ribaltano l'ultima strofa: prima di cercare un buon amico, bisogna sapere come diventarlo.     
 
In un amico ideale
qualche caratteristica si deve cercare.
Non dobbiamo farci ingannare dall'aspetto,
ma capire cosa c'è nel petto:
se un cuore buono a cui tutto potrai dire
o un cuore cattivo che ti potrà sempre tradire;
fra i bambini, cercando cercando
queste qualità stiamo trovando:
c'è qualcuno allegro e fiducioso
comprensivo e non noioso;
e fra tante qualità
c'è pure l'onestà e la sincerità;
qualcun altro è altruista,
educato e non egoista
e spero proprio che lui sia
un mostro di simpatia;
finalmente l'ho trovato:
collaborativo e disinteressato,
aperto e non invidioso,
spontaneo e spiritoso,
premuroso e non permaloso.
Ora che queste qualità sai
e il mondo tu girerai,
dal Polo Nord a Puerto Rico
sarai sempre un buon amico.
 
Bezzi M. Ferrera F. Brino G.
Classe quinta Scuola Dal Piaz
Torino 
"Poesie, Filastrocche e Racconti-L'amicizia"
D.D. A.Toscanini To Ed.Il Capitello

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Di Alessandra Mazzucco (del 04/04/2008 @ 21:54:21, in Sguardi beffardi, linkato 29856 volte)

 

 

 

 

 

 

 

  

Cosa bisogna fare per meritarsi un amore felice? Un bel niente: capita. E a cosa serve? Ma... perchè? Serve a qualcosa???  

Quanto sono inutili gli innamorati...! Il mondo gira e loro neanche se ne accorgono. Non si curano di nascondere le loro patetiche effusioni, nè la loro ridicola felicità, quasi fossero padroni dell'universo! Per fortuna sono rari: se per riprodursi l'umanità avesse bisogno dell'amore felice, non ci sarebbero più bambini... e i poeti, le religioni, avrebbero ben pochi argomenti da sostenere. Questo è ciò che si dice.
 
Si dica pure: a qualcuno conviene pensare che sia davvero così.   
 
 
 
Un amore felice. E' normale?
è serio? è utile?
Che se ne fa il mondo di due esseri
che non vedono il mondo?
 
Innalzati l'uno verso l'altro senza alcun merito,
i primi qualunque tra un milione, ma convinti
che doveva andare così - in premio di che? Di nulla;
la luce giunge da nessun luogo -
perchè proprio su questi e non su altri?
Ciò offende la giustizia? Sì.
Ciò infrange i princìpi accumulati con cura?
Butta giù la morale dal piedistallo? Sì, infrange e butta giù.
 
Guardate i due felici:
se almeno dissimulassero un po',
si fingessero depressi, confortando così gli amici!
Sentite come ridono - è un insulto.
In che lingua parlano -
comprensibile all'apparenza.
 
E tutte quelle loro cerimonie, smancerie,
quei bizzarri doveri reciproci che si inventano -
sembra un complotto contro l'umanità!
 
E' difficile immaginare dove si finerebbe
se il loro esempio fosse imitabile.
Su cosa potrebbero contare religioni, poesie,
di che ci si ricorderebbe, a che si rinuncerebbe,
chi vorrebbe restare più nel cerchio?
 
Un amore felice. Ma è necessario?
Il tatto e la ragione impongono di tacerne
come d'uno scandalo nelle alte sfere della Vita.
Magnifici pargoli nascono senza il suo aiuto.
Mai  e poi mai riuscirebbe a popolare la terra,
capita, in fondo, di rado.
 
Chi non conosce l'amore felice
dica pure che in nessun luogo esiste l'amore felice.
 
Con tale fede gli sarà più lieve vivere e morire.
 
Wislawa Szymborska
 
Dipinto: "Lovers in moonlight" M.Chagall
 

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Di Alessandra Mazzucco (del 03/04/2008 @ 23:57:07, in Sogni sul pentagramma, linkato 18053 volte)

 

 

 

 

 

 

 

Nel 1986 fu pubblicato un album molto particolare: versi di Yeats tradotti da Luisa Zappa per la musica di Branduardi. Arte nell'arte: un capolavoro. "When You Are old" è il titolo originale della lirica.La vita di Yeats fu segnata dal lunghissimo amore, mai ricambiato, per una fervente patriota irlandese: Maud Gonne. Questa poesia le giunse in dono, insieme ad altre, in un volume scritto a mano apposta per lei. Sono parole struggenti e dolcissime che la immaginano ormai anziana, a riconsiderare gli amori non sempre sinceri di cui fu oggetto. Solo un uomo amò in lei anche l'indole inquieta e la malinconia di una bellezza che invecchia, ma quell'uomo è ormai nascosto tra le stelle... 
 
Branduardi, con l'intensità della sua voce e sapienti accordi di chitarra, rende il brano indimenticabile.

Quando tu sarai vecchia e grigia,
col capo tentennante
ed accanto al fuoco starai assonnata,
prenderai questo libro.
E lentamente lo leggerai, ricorderai sognando
dello sguardo che i tuoi occhi ebbero allora,
delle loro profonde ombre.
Di quanti amarono la grazia felice
di quei tuoi momenti
e, d'amore falso o a volte sincero,
amarono la tua bellezza.
Ma uno solo di te amò l'anima irrequieta,
uno solo allora amò le pene del volto tuo che muta.
E tu, chinandoti verso le braci, sarai un poco triste,
in un mormorio d'amore dirai,
di come se ne volò via...
passò volando oltre il confine di questi alti monti
e per sempre poi il suo volto nascose
in una folla di stelle.


When you are old and grey and full of sleep,
And nodding by the fire, take down this book,
And slowly read, and dream of the soft look
Your eyes had once, and of their shadows deep;

How many loved your moments of glad grace,
And loved your beauty with love false or true,
But one man loved the pilgrim Soul in you,
And loved the sorrows of your changing face;

And bending down beside the glowing bars,
Murmur, a little sadly, how Love fled
And paced upon the mountains overhead
And hid his face amid a crowd of stars.

Wiiliam Butler Yeats 

Trad. Luisa Zappa Branduardi - Dipinto: "Woman reading" di J. Vermeer                                      

 


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Di Alessandra Mazzucco (del 03/04/2008 @ 21:56:22, in Sguardi beffardi, linkato 1643 volte)

C'è a volte una strana razionalità nelle "tattiche" di conquista e alcuni luoghi comuni da sfatare, almeno in certi casi... Bertold Brecht dà voce ad una "cacciatrice" che cade nella sua stessa trappola: è facile per una donna avere l'uomo che si desidera, molto più difficile conquistarne l'amore e la dedizione. La saggezza popolare da sempre predica una "sana" indifferenza: pare che il genere umano perda la testa per chi si dimostra sfuggente e distaccato, ma può anche capitare che, tra capricci e negazioni, ci si ritrovi invischiati in una pericolosa forma di ossessione. "Ho aperto il rubinetto del gas... Ho preso denaro in prestito a suo nome..." Questa donna ha corso rischi incalcolabili, si è ferita, umiliata... Ma tutto passa, ci ricorda il poeta, anche i sogni sbagliati.    

Averlo è stato facile.
Mi riuscì già la seconda sera.
Aspettai la terza (e sapevo
di correre un rischio),
allora disse ridendo: è per il sale da bagno,
non per i tuoi capelli!
Ma averlo è stato facile.
 
Subito dopo l'abbraccio me ne andai via per un mese.
Un giorno su tre lo lasciavo.
Non gli scrissi mai.
Ma prova a conservare la neve nella pentola!
S'insudicia da sè.
Feci più di quanto potevo
quando già era tutto finito.
 
Ho buttato fuori le puttane
che gli dormivano accanto, come se fosse la regola,
l'ho fatto ridendo e piangendo.
Ho aperto il rubinetto del gas
cinque minuti prima che venisse. Ho preso
denaro in prestito a suo nome:
non è servito a nulla.
 
Ma una notte dormii
e un mattino mi alzai
e mi lavai da capo a piedi,
mangiai e dissi tra me:
è finita.
 
In verità
ho dormito con lui ancora due volte,
ma, nel nome di Dio e di mia madre:
non fu nulla.
Come ogni cosa passa,
anche questa passò.
 
Bertold Brecht
 
Dipinto: "Il dubbio" G.Balla

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Di Alessandra Mazzucco (del 03/04/2008 @ 21:46:03, in Parole lontane, linkato 30912 volte)

 

 

 

 

Dal Nicaragua i versi gioiosi, ottimisti e carichi di vitalità di Rubén Darío. Pubblicati nel 1896, da leggere e rileggere, in qualsiasi anno.Ognuno di noi, nella sua singolarità, possiede tante sfaccettature e tante risorse. Darío ha le parole per manifestare questi potenziali e per esortare il lettore a vivere con gioia, rinnovandosi di continuo, seguendo l'ispirazione della natura, senza perdersi nei meandri dell'oscurità e dell'inganno.  
    
Ama il tuo ritmo e ritma le tue azioni
alla sua norma, insieme coi tuoi versi;
tu formi un universo di universi,
il tuo cuore è una polla di canzoni.
 
La celeste unità che presupponi
farà sbocciare in te mondi diversi:
nel cantare i tuoi numeri dispersi,
pitagorizza in tue costellazioni.
 
E ascolta la retorica divina
dell'uccello, dell'aria, e la notturna
radiazione geometrica indovina;
 
spegni l'indifferenza taciturna,
infila perla a perla cristallina
dove il vero riversa la sua urna.
 
Ama tu ritmo y ritma tus acciones
Bajo su ley, así como tu versos;
Eres un universo de universos
Y tu alma una fuente de canciones.
 
La celeste unidad que presupones
Hará brotar en ti mundos diversos,
Y al resonar tus números dispersos
Pitagoriza en tus constelaciones.
 
Escucha la retórica divina
Del pájaro del aire y la nocturna
Irradiación geométrica adivina;
 
Mata la indiferencia taciturna
Y engarza perla y perla cristalina
En donde la verdad vuelca su urna.
 
Rubén Darío
 
Dipinto: "Blossoming almond tree" Van Gogh

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