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Filippo Tommaso Marinetti
Di Alessandra Mazzucco (del 27/02/2008 @ 17:01:19, in I Poeti, linkato 2998 volte)

"La poesia deve essere concepita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti all'uomo."

Ecco come le parole di Marinetti stravolsero ogni regola e diedero vita al Movimento Futurista.  

Filippo Tommaso Marinetti nasce ad Alessandria d'Egitto il 22 dicembre 1876, ma presto la sua famiglia si trasferisce a Milano e già prima di laurearsi in legge, collabora con entusiasmo a diverse riviste italiane e parigine. Stregato dall'evoluzione tecnologica che accompagna l'inizio del nuovo secolo, compone i primi poemi decantando la città, la locomotiva, l'automobile... i simboli della meccanizzazione, che daranno origine al movimento futurista, in una forma linguistica libera da ogni regola. Diventa direttore di "Poesia", una rivista internazionale su cui vengono pubblicati gli inediti di grandi poeti italiani e francesi e, attirandosi non poche critiche, continua la sua campagna a favore delle "parole in libertà", quei versi liberi da schemi che contraddistinguono le sue opere, come forma di rottura con le convenzioni del passato.Per l'inquieto Marinetti, la poesia diventa però ben presto insufficiente: è necessario che il poeta abbia un ruolo attivo nella società che sta cambiando tanto rapidamente, un ruolo che non si limiti alla letteratura, ma che abbracci ogni forma d'arte e coinvolga gli intellettuali come la massa proletaria. Nel 1909 Le Figaro pubblica il Manifesto del Futurismo e con la sua nascita muore la rivista "Poesia". "Uccidiamo il chiaro di luna" è il messaggio dell'ultimo numero: è bandito, ormai, ogni sdolcinato sentimentalismo.Marinetti è un abile pubblicitario e, allo stesso tempo, possiede un carisma che affascina chiunque lo avvicini: attira un pubblico sempre più numeroso nelle serate che organizza all'interno dei teatri che prevedono letture di poesia, presentazione di quadri e musica. Spesso la platea reagisce alle provocazioni provenienti dal palco, ne nascono tafferugli, i giornali ne parlano... e il futurismo ottiene una rapida divulgazione. Un anno dopo, ai poeti si uniscono i pittori e i politici, dagli anarchici ai socialisti.La guerra come evento necessario è uno dei temi ricorrenti nei discorsi di Marinetti e dalle sue esperienze come inviato di guerra, ne è un esempio lampante il Bombardamento, si completerà anche la distruzione delle norme della lingua tradizionale. L'obiettivo rivoluzionario, in pieno fermento, giunge ad abbracciare ogni aspetto della vita sociale, tanto da incuriosire Mussolini con cui nasce un legame di amicizia e di collaborazione che, tuttavia, non dura a lungo. Staccandosi dai fasci di combattimento, Marinetti prova a trovare punti di incontro con la corrente opposta, quella del comunismo, ma con scarsi risultati, non esiste un partito che possa condividere interamente gli ideali futuristi, così continua da solo: viaggia, influenzando molte correnti artistiche straniere e crea un nuovo tipo di teatro dove al posto del suggeritore c'è il "dimenticatore" che ha lo scopo di far sbagliare le battute agli attori e l'orchestra è dispersa tra il pubblico. Con l'inizio della seconda guerra mondiale le occasioni di pubblicizzare il futurismo diventano sempre più rare, Marinetti si ferma e trascorre gli ultimi anni della sua vita da studioso. Si spegne il 2 dicembre 1944 in seguito ad una crisi cardiaca.