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Martin Luther King
Di Alessandra Mazzucco (del 05/02/2008 @ 21:34:32, in I Sognatori, linkato 2370 volte)

"Sognatore", un termine che fa pensare a qualcuno con la testa sempre persa tra le nuvole e una scarsa aderenza alla vita reale. Ci sono stati, invece, e ancora ci sono, personaggi con grandi sogni e grande determinazione nel vederli realizzati. Un nome: Martin Luther King. Dalla sua famosa frase "I have a dream" nascono queste pagine dedicate ai "miei" Sognatori e ai sogni, grandi o piccoli, di tutti.

 

Il sogno di Martin Luther King, pastore battista e uomo politico, era la libertà. Negli anni '50, in alcuni stati americani, la segregazione razziale era intollerabile. Un nero non poteva essere iscritto nelle liste elettorali, doveva frequentare scuole speciali, sui mezzi pubblici trovava sedili riservati ai bianchi su cui non poteva sedersi... veniva evitato, se non deriso o addirittura perseguitato.

King senti' fin da bambino, sulla sua pelle, tutto il peso di un odio gratuito, a cui non riusciva a dare spiegazioni. Crescendo, comprese la necessità di battersi per quel diritto di libertà assurdamente negato e agi'. Grazie al suo carisma ed alla passione con cui sostenne le proprie convinzioni, venne seguito da moltissime persone che si schierarono al suo fianco in una forma di lotta non violenta, ispirata al messaggio di Gandhi. Martin Luther King fu minacciato, aggredito ed arrestato. John Kennedy, non ancora presidente, pago' per lui la cauzione e continuo' a sostenere la sua causa. Grazie alla lotta non violenta, si ottenne l'abolizione della segregazione nelle scuole e nei servizi pubblici. 
Nel 1963, King guido' una gigantesca manifestazione interraziale a Washington e pronuncio' il toccante discorso che iniziava con la frase "I have a dream":      

"...E quando lasciamo risuonare la libertà, quando le permettiamo di risuonare da ogni villaggio e da ogni borgo, da ogni stato e da ogni città, acceleriamo anche quel giorno in cui tutti i figli di Dio, neri e bianchi, ebrei e gentili, cattolici e protestanti, sapranno unire le mani e cantare con le parole del vecchio spiritual: "Liberi finalmente, liberi finalmente; grazie Dio Onnipotente, siamo liberi finalmente".


Il sogno era davvero grande, non si è ancora interamente realizzato, ma Martin Luther King non riusci' a vederne che l'inizio: fu assassinato nel 1968.   
 
Dipinto: "Della stessa sostanza dei sogni..." G.Galletta